Il personale amministrativo, i tecnici, i bibliotecari.

Una università moderna è una macchina molto complessa, che ha bisogno di un personale di alto livello, capace di adeguare le proprie competenze con rapidità ed efficacia.
Negli oltre vent'anni di lavoro in Ateneo ho sempre apprezzato la disponibilità, la generosità e la competenza dei colleghi TAB, che sono ansiosi di migliorare la propria competenza per lavorare in modo più efficace. In effetti, l'aggiornamento continuo è del tutto indispensabile per mantenere l'Ateneo al passo con l'innovazione, che ha assunto un ritmo molto rapido nei tre settori di applicazione: nell'amministrazione, nella tecnica al servizio della ricerca e della didattica e nei sistemi di documentazione e trattamento dei testi scientifici. 
Perciò, va valutata la possibilità di ricorrere alle competenze dei nostri stessi docenti per offrire corsi di aggiornamento frequenti ed efficaci.
Il lavoro amministrativo è in continua evoluzione, e tende purtroppo ad assorbire una quota sproporzionata di energie. È possibile ricorrere alle competenze avanzate dei docenti che si occupano di organizzazione aziendale, di diritto amministrativo, di finanze, per rendere il lavoro del personale più consapevole e perciò più efficace e meno ripetitivo.
I tecnici sono depositari di competenze indispensabili per la ricerca e per la didattica che si evolve chiedendo un uso sempre più intenso degli strumenti informatici e del web. Anche in questo caso non mancano le competenze di alto livello per mantenere il loro lavoro al più alto grado di aggiornamento.
Il mondo della documentazione scientifica si è radicalmente trasformato, e richiede ai bibliotecari una serie di competenze innovative. La Crui ha di recente insistito sulla necessità di coinvolgerli nell’insegnamento, per addestrare gli studenti alla selezione delle informazioni sul web, e tutti noi sappiamo che il loro lavoro è ormai del tutto indispensabile per la ricerca.
È anche necessario prevedere una fase di reclutamento di nuovo personale, per compensare le carenze provocate dalla lunga stasi dei concorsi.

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